Giorgiovsb

Età : 35 Registrato il : 31/03/08 Messaggi : 15 Località : Alessandria
| Oggetto: ROMA - TORINO Dom Apr 27, 2008 10:58 pm | |
| FONTANA 5: Nel primo tempo è sottoposto ad un autentico tiro al bersaglio, al quale non sempre risponde con la necessaria prontezza. Appare incerto già sulla punizione su cui Vucinic colpisce il palo, sfiora l'impresa sul rigore di Pizarro, ma frana malamente nell'uscita sul raddoppio di Vucinic, dove azzecca il tempo, ma sbaglia grossolanamente la tecnica, lasciandosi infilare sul proprio palo.
MOTTA 5: L'inizio è promettente, mostra buon dinamismo sulla destra, poi appena la Roma comincia a macinare il suo gioco, sparisce nell'anonimato. Perde più volte la marcatura, lascia scoperto il proprio lato difensivo, ma soprattutto appare poco incisivo e determinato. Il suo avversario diretto, Mancini, non segnava da mesi, e lui gli concede perfino una doppietta. Il terzo gol nasce da un suo intervento errato in scivolata a metà campo.
PISANO 5,5: Il meno colpevole del pomeriggio disastroso della difesa granata. Nel primo tempo è attento, concede poco e dalle sue parti la Roma fatica a sfondare. Parte bene, poi come tutto il resto della squadra, cala vistosamente dopo aver incassato i primi due gol. Nella ripresa appare però uno dei più volenterosi e tenaci, si proietta in avanti con continuità e va più volte al cross.
DELLAFIORE 5: Al di là del rigore, discutibile, che spiana il successo alla formazione giallorossa, la sua prestazione insufficiente è accentuata dalla scriteriata sistamazione in campo che la squadra assume dopo lo svantaggio. Troppo spesso, finisce puntato nell'1 contro 1, si vede maglie giallorosse da tutte le parti e ovviamente non può riuscire a chiudere. Due ammonizioni, che l'arbitro "dimentica", fortunatamente gli permetteranno di essere in campo domenica.
DI LORETO 4,5: Discorso simile a quello fatto per Dellafiore: il tracollo della squadra, è anche dovuto allo sfilacciamento dei compagni, che dopo lo svantaggio si buttano in avanti scriteriatamente, esponendolo al contropiede romanista, che troppe volte ne evidenzia i limiti. L'inizio comunque non era stato dei migliori, con alcuni palloni vaganti in area, che non aveva saputo gestire con la consueta determinazione.
GRELLA 6: Il solito impegno generoso, ma poco altro, anche perchè la superiorità tecnica e numerica della Roma in mezzo al campo, è imbarazzante. Si ritrova a lottare quasi da solo contro Perrotta, De Rossi, Pizarro, gente coi piedi buoni, rapida e che a turno si inserisce in avanti. Fichè può regge il campo, ed è come sempre l'ultimo ad arrendersi. Va anche alla conclusione ad inizio ripresa, sfiorando l'incrocio e quel gol che avrebbe forse riaperto un minimo di partita.
BARONE 4,5: Nei primi minuti, schierato nuovamente in mezzo al campo, dà l'impressione di essere in buona giornata, gestisce discretamente la palla e arriva pericolosamente alla conclusione, andando vicino ad un gol che avrebbe potuto cambiare la gara. Poi naufraga, disperso tra le maglie del centrocampo romanista, che lo sovrastano e lo fanno sparire di scena. Ma è soprattutto l'atteggiamento a deludere: una volta in svantaggio, non ha reazione e molla mentalmente la gara. Un passaggio laterale all'apparenza semplicissimo, è talmente lento e debole che viene intercettato da Pizarro e fa infuriare De Biasi.
LAZETIC 5: La partenza è fulminante, con un paio di giocate sulla sinistra che sorprendono la difesa giallorossa, e da cui nascono i due pericoli iniziali granata, con le conclusioni di Barone e Grella. Poi sparisce dal campo anche lui, non vede più alcun pallone e si eclissa per riemergere ad inizio del secondo tempo, giusto per sfornare l'assist a Ventola. Da uno degli anziani del gruppo, sarebbe lecito aspettarsi un minimo di presenza in più.
RECOBA 6: Entra a gara virtualmente finita, ed ha alcuni spunti favorevoli. Si impegna quando ormai compagni ed avversari son già mentalmente sotto la doccia e fa vedere che a ritmi bassi è ancora un campione, capace di giocate importanti. Il problema sta proprio nel ritmo partita: in questo momento alla squadra servono forze fresche, qualcuno capace di correre e sacrificarsi per 90 minuti. Il Recoba attuale non è in grado di darlo.
STELLONE 5: Siamo sempre al solito discorso, ossia dell'attaccante che lotta contro tutto e tutti, ma che alla fine non conclude mai in porta. E' vero che gli aiuti non sono molti, ma è anche vero che spesso si intestardisce in giocate personali, poco utili, e che perde anche molti palloni. Nella ripresa è meno solo, aiutato anche da Ventola, ma la sua pericolosità sottoporta rimane impalpabile. L'augurio, è che domenica contro il "suo" Napoli, possa di nuovo riagguantare Ventola nella classifica marcatori granata della stagione.
VENTOLA 6,5: Il voto tiene conto di quello che riesce a produrre in un tempo, gol a parte, e della generosità e dei presupposti di pericolosità che riesce a creare. E' anche vero che entra a partita ormai chiusa, ma ha il merito di lottare, di voler dimostrare qualcosa, di tenere alla maglia e ai tifosi. Un'arma in più per queste ultime 3 partite da giocare col coltello tra i denti.
DIANA 5,5: Appare ben lontano dalla sua condizione migliore, e questa volta naufraga anche sotto l'aspetto tattico, solitamente uno dei suoi punti di forza. Restiamo covinti che lui e Motta a destra siano una coppia ben assortita, ma con la Roma vengono entrambi travolti, anche per loro colpa. Si fanno beccare entrambi troppo avanzati su alcuni contropiedi romanisti, ed è insolito per due giocatori che si interscambiano benissimo, proprio per le capacità sia offensive che difensive, che riescono a proporre.
ROSINA 4,5: Questo ragazzo sta diventando un vero e proprio caso psicologico: una settimana fa con l'Inter aveva fatto impazzire da solo l'intera difesa nerazzurra, aveva trascinato i granata e dato l'impressione di poter essere quel leader in campo che i compagni cercano nei momenti difficili. Oggi la sua partita si esaurisce dopo 5 minuti, dopo una bella azione personale sventata con affanno dalla difesa giallorossa. De Biasi lo sostituisce alla fine di un primo tempo avvilente, per preservarlo per la gara decisiva di domenica, dove il Toro si gioca la A e lui molto della sua carriera.
DI MICHELE 6: Anche lui, come Ventola, entra in una ripresa dai ritmi blandi, con una partita già chiusa, e cerca di dare il suo contributo di velocità e pericolosità ad un attacco granata troppo leggero. Va vicino al gol personale in più di un'occasione, impegna Doni, si procura l'espulsione di Juan. Domenica, nella sfida decisiva col Napoli, potrebbe essere l'arma in più dei granata contro la difesa a 3 dei partenopei, a patto che giochi per vincere e non per lo spettacolo.
DE BIASI 5: Dice di essere sicuro della salvezza e forse ha ragione (speriamo). Di certo c'è che i mali di questa squadra appaiono soprattutto mentali, prima ancora che tecnici, ed è su quello che ora deve lavorare. Si è rivista la squadra di Novellino, quella travolta a Genova: una partenza discreta, poi dopo il primo gol, il crollo. Che in questa squadra manchi un leader, ormai lo han capito anche i sassi, e in questo caso deve essere l'allenatore a diventarlo. Non è il momento di provare nuove soluzioni, o fare esperimenti su Recoba e Di Michele. Restano 3 partite, con lo scontro diretto ancora in programma tra Reggina ed Empoli, vincerne due vorrebbe dire essere sicuri della permanenza in A. Va da sè quindi, che quella che lo attende è la settimana decisiva per il futuro del Toro: ricaricare la squadra dopo questa batosta, ridare fiducia, trasmettere grinta e determinazione; al di là degli aspetti tattici, domenica si deve uscire dall'Olimpico coi tre punti. Quella col Napoli è la partita senza ritorno. |
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